Chi è il notaio

 

competenze del notaio

 

 

1. FUNZIONI E RUOLO DEL NOTAIO.

Il Notaio è un pubblico ufficiale, in quanto tale super partes (garantisce cioè la tutela di tutte le parti in egual misura), al quale lo Stato demanda due principali compiti: attribuire pubblica fede agli atti e procedere alla riscossione delle imposte per attività ed operazioni economicamente rilevanti.

Si tratta di svolgere un'attività molto delicata, con cui quasi ogni cittadino si trova ad avere a che fare nel corso della propria vita: comprare un'immobile, accendere un mutuo, garantire il passaggio generazionale di immobili ed aziende, fare o pubblicare un testamento, costituire società, regolare i più svariati rapporti patrimoniali.

Per svolgere questo ruolo lo Stato richiede al Notaio un’elevata conoscenza giuridica, garantita dal superamento di un concorso pubblico gestito direttamente dal Ministero della Giustizia e sottopone il Notaio a continui controlli effettuati da organi dello Stato.

Per garantire l'imparzialità il Notaio deve, perciò, tutelare gli interessi di tutti i contraenti con la stessa intensità, a prescindere da chi gli abbia conferito l'incarico; deve, inoltre, astenersi ogni qual volta si trovi in conflitto di interessi rispetto ai soggetti coinvolti (ad esempio, quando all’atto partecipano propri congiunti) e svolgere, quindi, una funzione di controllo preventivo di legalità.

Grazie ai controlli effettuati dal Notaio in Italia in sostanza non esiste contenzioso sulle transazioni immobiliari (solo lo 0,003% crea contenzioso), per questo molti parlano di "funzione antiprocessualistica del Notaio" ed il nostro sistema è allo studio da parte di vari Paesi che non adottano il modello c.d. del "notariato latino".

Non meno delicato è il ruolo che il Notaio svolge nell'attuazione del controllo in materia di antiriciclaggio: egli deve, infatti, provvedere all’identificazione della clientela, del titolare effettivo dell’operazione, raccogliere informazioni circa la provenienza del denaro utilizzato per una determinata operazione e comunicare eventuali operazioni sospette agli organi competenti. Secondo i dati forniti dalla Guardia di Finanza, circa il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dai professionisti, provengono da notai, sebbene tutti siano sottoposti agli obblighi di segnalazione.

Anche questo aspetto fa capire come il Notaio sia non solo al servizio dei cittadini, ma anche al fianco delle istituzioni nel controllo di legalità.

 

2. IMPORTANZA DEL RAPPORTO DI FIDUCIA TRA CITTADINO, IMPRESA E NOTAIO.

Visto il ruolo del Notaio e l'incidenza che l'attività dal medesimo svolta ha nelle vite dei privati e delle imprese, sarebbe quanto mai opportuno che ciascuno scegliesse il proprio Notaio di fiducia al quale affidare il difficile e delicato compito di individuare la strada più corretta per attuare la propria volontà rispetto ai più svariati eventi, personali e professionali, che lo riguardano.

Al Notaio spetta il compito di indagare la volontà delle parti e proiettarla in fatto ed in diritto, nei limiti previsti dalla legge e con tutte le tutele del caso; per questa ragione bisogna sfatare il falso mito (in termini negativi) del Notaio che si limiti ad apporre una firma dopo aver fatto compilare da altri dei formulari già predisposti ed uguali per tutti.

Ogni atto notarile è a sé ed ogni situazione deve essere esaminata attentamente e direttamente dal Notaio dopo un’approfondita analisi degli elementi che connotano la fattispecie.

 

 

profili storici

 

Quella del Notaio è un'istituzione che nasce in Italia ed ha origini antichissime.

Il termine "notarius" risale alla Repubblica Romana: nel diritto romano classico i notarii erano schiavi ai quali era affidata da parte di privati la scrittura di documenti con abbreviature, anche se solo durante la decadenza dell'Impero Romano il ruolo inizia a prospettarsi più vicino a quello attuale, poiché il notarius diventa prima collaboratore dell'Imperatore e poi redattore di scritture tra le parti.

Non mancano testimonianze di figure simili presso gli Ebrei, che incaricavano scribi o segretari di ricevere i contratti muniti del sigillo pubblico né presso i Greci, i quali si avvalevano degli scribi per ricevere e conservare i contratti come mezzi di prova della conclusione di accordi.

Ma la figura che senz'altro si avvicina di più ai notai moderni è quella dei tabelliones (così chiamati perché erano soliti scrivere su tavolette di cera) i quali redigevano le scritture di privati curandone la forma legale, ma i loro atti non godevano ancora di fede pubblica.

Dopo il tramonto dell’impero romano i tabelliones continuarono a svolgere la loro attività e si organizzarono in scholae, ma solo con Carlo Magno (Capitolare De scriviis et notariis dell’anno 805) si giunse alla fusione in un unico ufficio del tabellione e del notarius: gli atti dei Notai acquistarono la stessa forza e gli stessi effetti di una sentenza passata in giudicato.

Nel Medioevo, precisamente tra XI ed il XII secolo, con l’attribuzione della “publica fides" quelladel Notaio iniziò ad essere considerata come una nobile professione, ma solo all'epoca della Rivoluzione Francese inizia a delinearsi la figura del Notaio moderno, che in Italia sarà disciplinata per la prima volta dalla legge 25 luglio 1875 n. 2786, seguita dal Regio Decreto 25 maggio 1879, n. 4900, poi sostituito dalla legge 16 febbraio 1913, n. 89, tuttora in vigore.

La figura del Notaio di tipo latino esiste attualmente in 76 paesi su 192. Le condizioni e le normative riguardanti il notariato variano da paese a paese ma sempre più spesso ci si sta avvicinando al notariato di tipo latino per studiarlo ed imitarlo, visti i risultati e le garanzie che lo caratterizzano, sia a tutela del cittadino sia a tutela dello Stato.

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